
CARCOFORO – Rif. Massero – Colle della Bottiggia
Sentiero n. 113 Carcoforo – Rif. Massero – Colle della Bottiggia
Difficoltà: media
durata media: 4 ore
quota partenza: 1304 mt
quota arrivo: 2607 mt
dislivello: 1303 mt
Descrizione percorso
Il percorso per il Colle della Bottiggia è la più comoda via di comunicazione tra Carcoforo e Macugnaga. E’ un itinerario lungo, ma di notevole interesse, soprattutto paesaggistico.
Dal parcheggio del paese di Carcoforo, superato il ponte sul torrente Egua, si percorre la strada in comune con gli itinerari 112 e 117 fino all’Alpe Le Coste, dove si abbandona a destra il 117 che porta al Passo della Miniera. Attraversati il Rio Giovanchera e il Rio Fornetto, si lascia a sinistra il sentiero 112 che prosegue per il Colle del Termo. Si intraprende quindi il sentiero nel bosco fino a raggiungere l’Alpe Chignolo.
Si sale ancora zigzagando lungo il ripido pendio e si giunge al vasto pascolo dell’Alpe Fornetto, 1926m. In cima all’Alpe si raggiunge il Rifugio Massero, 2082m, (in circa 2h30) aperto e custodito da giugno a settembre.
Si prosegue in un ambiente aperto tra estesi pascoli, lastroni, rocce e pietraie. Si entra nel vallone e si percorre il sentiero in direzione della depressione del valico che si intravede ad oriente, dominato a destra dai Torrioni di Val Quarazza, e con faticosa salita si raggiunge il Colle della Bottiggia, (in circa 4 ore).
Da qui si può godere di uno stupendo panorama sulla Val Quarazza e sulle pareti sud e est del Monte Rosa.
Dal colle si può scendere all’Alpe Schena, 2005m, quindi a Borca, frazione di Macugnaga (sentiero B98A).
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C.A.I. – Club Alpino Italiano di Varallo Sesia

CARCOFORO – Colle d’ Egua
Sentiero n. 122 Carcoforo – Colle d’ Egua
Difficoltà: media
durata media: 2 – 3 ore
quota partenza: 1304 mt
quota arrivo: 2239 mt
dislivello: 935 mt
Descrizione percorso
E’ uno dei classici itinerari di traversata storici per collegare Carcoforo con la Val Mastallone e la Valle Anzasca.
Fa parte del percorso della Grande Traversata delle Alpi (GTA), del Grande Sentiero Walser, della Via Alpina e del Sentiero Italia Cai.
Dal centro di Carcoforo, situato sul lato idrografico destro del torrente Egua, si prosegue verso le case a monte dell’abitato, innalzandosi poi tra prati e passando accanto alla cappelletta delle Torbe. Ci si inoltra in Val d’Egua proseguendo con una moderata salita trovando sulla sinistra un lariceto. Si supera il Rio Passone, affluente dell’Egua, lasciando a valle le baite delle Alpi Giacc e Casera Bianca, 1523m, portandosi all’Alpe Piovale, 1637m. Salendo ancora di qualche metro, a 1685m sorge il Rifugio Boffalora Majerna, raggiungibile in circa un’ora.
Il sentiero sfiora poi l’Alpe Egua, 1799m e raggiunge l’Alpe Sellette, 1915m.
Da qui, tenendosi sul costone sinistro, si raggiunge il Colle d’Egua, 2239m, in circa 2h30/3 ore totali.
Nel 2013 in prossimità del colle è stato inaugurato un fabbricato in pietra che ospita il Bivacco Volpone-Sesone, dotato di 12 posti letto, fornello, stufa e servizi.
Scendendo per il versante nord-est si entra nella Val Mastallone (itinerario 517) e, giunti all’Alpe Selle, 1824m, si può scendere a destra per la Val Baranca fino a Fobello.
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FOBELLO – Lago e Colle di Baranca
Sentiero n. 517 Fobello,Fraz. S. Maria – Lago e Colle di Baranca
Difficoltà: media
durata media: 3-4 ore
quota partenza: 1106 mt
quota arrivo: 2239 mt
dislivello: 1133 mt
Descrizione percorso
Questo itinerario conduce al Lago e al Colle di Baranca, che si collega al Colle d’Egua lungo un sentiero di grande importanza storica, spesso utilizzato nei “grands tours” dell’Ottocento.
Fa parte del percorso della Grande Traversata delle Alpi (GTA), del Grande Sentiero Walser, della Via Alpina e del Sentiero Italia Cai.
Dal paese di Fobello, 873m si prosegue in auto sulla strada carrozzabile passando per le frazioni di Boco e La Piana, fino a Santa Maria, 1106m, la frazione di partenza del nostro itinerario.
Alla fine della strada asfaltata, dove si trova un parcheggio delle auto, si intraprende il sentiero 517 che segue il corso del torrente Mastallone, e durante la salita si incontrano gli alpeggi Catolino, 1252m, e Lungostretto, 1291m. Poco più in alto, attraversando il Mastallone su un ponte, la mulattiera procede con un paio di tornanti passando accanto ad una suggestiva radura di faggi.
Si raggiunge poi l’Alpe Baranca, a quota 1600m, un grazioso agglomerato di baite ristrutturate, con il Rifugio Punto tappa GTA.
L’itinerario procede in leggera salita nei pressi della cascata, formata dalla acque del Lago di Baranca. Si arriva al lago seguendo il sentiero fino all’Alpe Selle, con numerose baite caratteristiche. Non lontanto, si possono osservare i ruderi di quella che fu la famosa Villa Aprilia, conosciuta come Villa Lancia, distrutta durante l’ultima Guerra Mondiale.
Dal colle si può scendere verso Bannio e Anzino.
Da qui si può riprendere a salire attraversando suggestivi prati ricchi di flora alpina, sul sentiero a direzione sud-est che porta al Colle d’Egua, 2239m, e quindi poi collegarsi all’abitato di Carcoforo.
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RIMELLA – Alpe Pianello – Bocchetta di Campello
Sentiero n. 548 Rimella – Bocchetta di Campello
Difficoltà: media
durata media: 2-3 ore
quota partenza: 1176 mt
quota arrivo: 1924 mt
dislivello: 748 mt
Descrizione percorso
Si tratta della storico percorso che collega Rimella alla sua antica frazione di Campello Monti in Valle Strona.
Questo itinerario fa parte della Gran Traversata delle Alpi (GTA), la Via Alpina, il Sentiero Italia Cai, la Grande Traversata Walser e con un Itinerario della Resistenza.
Dal centro abitato di Rimella, 1176m, si percorre la strada asfaltata per salire alla frazione Sella, 1287m. Si supera l’abitato continuando sulla strada che arriva poco prima della frazione di San Gottardo, posteggiando la macchina in un parcheggio sulla destra, poco dopo la Cappella della Madonna del Rosario. Da qui si prende il sentiero n.548 che si stacca sulla sinistra e procede in salita, brevemente, raggiungendo così la località detta “Posa dei Morti“, 1395m. Qui sorge una chiesetta di fianco ad una balma rocciosa, sotto cui si trova una croce.
Si prosegue in moderata salita nel bosco passando per l’Alpe Selletta, 1461m, situata sulla dorsale sovrastante San Gottardo. Si continua su un vasto prato che copre tutto il versante occidentale della valle.
Il sentiero oltrepassa in alto gli agglomerati di Wan, 1470m, e Verch, 1525m, e superati diversi rigagnoli che scendono dal Pizzo o Blatte si giunge a quota 1780m nei pressi dell’Alpe Pianello (in circa 1h30/2 ore). In questo alpeggio, è situato il Rifugio CAI Città di Borgomanero.
Il sentiero prosegue in salita e raggiunge la Bocchetta di Campello, 1924m, (in totale circa 2h30). Nelle vicinanze è stato costruito un altare in roccia dedicato alla memoria di Padre Giovanni Gallino, sacerdote ed insegnante, fondatore del GRIM.
Per chi vuole proseguire, si può continuare sul sentiero che sale sul versante della Valle Strona e conduce prima all’Alpe, poi al Lago e quindi alla Cima Capezzone, 2421m.
Scendendo invece verso valle, si raggiunge l’Alpe Scarpia e poi Campello Monti, antica frazione di Rimella.
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VARALLO, Fraz. Piane di Cervarolo – Massa del Turlo
Sentiero n. 620 VARALLO, Fraz. Piane di Cervarolo – Massa del Turlo
Difficoltà: media
durata media: 2-3 ore
quota partenza: Alpe piane 1222 mt
quota arrivo: 1959 mt
dislivello: 737 mt
Descrizione percorso
L’itinerario ha inizio dalla frazione Piane di Cervarolo, dove al termine della strada si trova l’Alpe Piane, 1222m. Da questo splendido pianoro, caratterizzato da peculiari case e baite, una graziosa chiesetta e dal Rifugio Camosci, si attraversa il vasto alpeggio seguendo il sentiero n.620. Si attraversa un bosco di faggi, raggiungendo la Sella Vaneccio, 1297m. Si prosegue lungo la dorsale, mentre il paesaggio boschivo gradualmente diventa sempre meno fitto e si perviene alla Bocchetta Schillottàa, 1414m.
Tagliando diagonalmente un tratto di cresta rocciosa sul versante ovest e riguadagnando la dorsale si raggiunge la Cima di Ventolaro 1620m. Si procede poi lungo la cresta superando prima un’anticima, poi la Bocchetta del Sonato, 1900m, e si perviene alla cima della Massa del Turlo, 1959m, su cui è eretta un’alta croce in ferro. Dalla vetta si gode di un suggestivo panorama su parte della cerchia alpina, sui laghi della Lombardia e su diversi paesi della Val Strona e della Valsesia.
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VARALLO – Sentiero di Padre Gallino
Sentiero di Padre Gallino Segnavia 616-spg
Difficoltà: media
durata media: 3 ore
quota partenza: 454 mt
quota arrivo: 919 mt
dislivello: 465 mt
Descrizione percorso
L’itinerario collega Varallo al Sacro Monte e alla panoramica vetta del Monte Tre Croci, lungo un suggestivo percorso ad anello di grande interesse artistico e religioso.
E’ stato realizzato in onore di Padre Giovanni Gallino (1921-1986), grande figura di educatore e fondatore del GRIM (Gruppo Ragazzi in Montagna).
L’itinerario ha inizio a Varallo, 450m, nei pressi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie poco dopo la funivia che porta al Sacro Monte. Si imbocca a destra un vicolo quasi in piano che poco dopo sale alla chiesetta della Madonna del Cuore e successivamente raggiunge il piazzale d’ingresso dello splendido Sacro Monte di Varallo, 612m. Lo si attraversa in piacevole salita per prendere a destra la mulattiera situata dopo il chiosco delle guide.
Si segue il sentiero fino a raggiungere la strada carrozzabile. La si supera e si sale sul sentiero che porta verso destra ad un suggestivo punto panoramico ed alla chiesetta del Cucco. Si procede poi in salita riprendendo il sentiero che sale a sinistra, e ad un bivio si mantiene la sinistra fino al punto panoramico di Sasei, da dove si gode di una vista sulla Val Mastallone, su Varallo e sul Sacro Monte.
Successivamente, prendendo il sentiero che sale ripidamente nel bosco, si raggiunge la cima del Monte Tre Croci, 919m (raggiungibile anche dal suddetto bivio percorrendo un più ripido sentiero). Da questo monte, caratterizzato da tre alte croci, si gode di una vista favolosa su Varallo e sulle montagne circostante.
Proseguendo per un tratto verso Nord sulla cresta, si scende sulla carrozzabile nei pressi dell’oratorio di Gerbidi. Continuando a destra, si arriva, in circa 20 minuti, alla frazione Verzimo, 743m.
Poco prima della chiesa a sinistra, si prende il sentiero in ripida discesa nel bosco che sfiora un alpeggio e giunge sullo sterrato che accosta uno splendido torrente. Si giunge poi all’oratorio in rovina di San Pantaleone.
Infine si torna sulla carrozzabile nei pressi del “Ponte del Buzzo” e restando sulla sinistra, lungo la strada, in poche centinaia di metri si ritorna al punto di partenza.
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VARALLO, fraz. Crevola – Res o Bec d’Ovaga
Sentiero n. 605 Varallo, fraz. Crevola – Res o Bec d’Ovaga
Difficoltà: media
durata media: 2-3 ore
quota partenza: 441 mt
quota arrivo: 1631 mt
dislivello: 1190 mt
Descrizione percorso
Si tratta del percorso più seguito per raggiungere questa cima dalla quale è possibile osservare uno dei migliori panorami della bassa e alta Valsesia, l’imponente Monte Rosa e la catena delle Alpi Svizzere. È frequentatissimo in ogni stagione.
Il percorso può iniziare dalla frazione di Varallo Crevola, nei pressi della chiesa parrocchiale, oppure salendo in auto fino alla località di Casavei.
Partendo da Crevola, procedendo a sinistra lungo la strada principale in direzione Parone, si svolta a destra al numero civico 134 intraprendendo un vicolo raggiungendo così l’imboccatura del sentiero. Salendo si incrocia la carrozzabile Crevola-Parone ad una curva. Procedendo lungo il sentiero a destra, si giunge ad un alpeggio e successivamente al pianoro dell’Alpe Cerei, 708m.
Continuando a salire in un bosco misto, si giunge ad un rudere e ci si inoltra in una faggeta sbucando così all’ampio pascolo di Casavei, 809m, alpeggio con numerose case riadattate, dove termina la strada carrozzabile.
Alla frazione Casavei si può arrivare anche in auto, e cominciare la camminata da questo punto.
Si prosegue su una mulattiera e poi si continua sul sentiero al margine del prato che tocca il Rio di Casavei. Si arriva lungo strada sterrata di servizio Casavei-Alpe Campo alla Sella di Taglione, 986m, e la si segue sino all’Alpe Campo, 1090m.Proseguendo sul sentiero si attraversa un bosco di conifere, ed oltrepassando i ruderi dell’Alpe Volpera, 1130m, si raggiunge l’Alpe del Pastore o Alpe Res, a quota 1216m.
Si procede salendo e valicando il torrente Riale, e continuando a tornanti si raggiunge il Rifugio Spanna-Osella, gestito dalla Sezione Valsesiana dell’ANA.
Passando tra la cappelletta e il rifugio, in pochi minuti si arriva con un tratto ripido alla vetta della Res o Bec d’Ovaga, 1631m.
Qui si trova un rifugio, una cappelletta e, salendo ancora per pochi minuti oltre la cappella, si giunge alla croce sulla cima del monte, da dove si gode di una vista 360 gradi sul’arco alpino e sul Monte Rosa.
Per chi vuole proseguire, abbastanza frequentata è la traversata lungo la dorsale che oltre la Sella di Vazzosa, per le cime del Castello di Gavala, del Monte Luvot e la Sella della Rosetta porta agli alpeggi del Monte Tovo e a Foresto.
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Quarona – San Giovanni al Monte – Monte Tucri
Sentiero n. 733 QuaronA – San Giovanni al Monte – Monte Tucri
Difficoltà: medio – FACILE
durata media: 1 orA
quota partenza: 406 mt
quota arrivo: 791 mt
dislivello: 385 mt
Descrizione percorso
Una piacevole camminata che, lungo un’elegante mulattiera acciottolata, ti racconterà la storia della “Beata Panacea“, una leggenda locale, tramite alcune piccole cappelle con i dipinti di Lino Tosi raffiguranti i momenti salienti della vita della Beata. Il culto per la pastorella valsesiana è molto sentito dalla comunità, e viene ricordato ogni anno tramite diverse iniziative ed eventi della traidizone.
Il cammino ha inizio nel paese di Quarona, 406m, più precisamente nei pressi della Cappelletta della Beata Panacea situata via Lanzio. Si intraprende quasi subito la comoda mulattiera e la salita procede a tornanti superando due piloni votivi, arrivando in circa venti minuti alla Chiesa di San Giovanni al Monte, monumento nazionale. Lo storico Ottone ritiene che sia una delle chiese più antiche del Novarese. Dagli studi eseguiti durante i restauri nel 1952 è emerso che la parte più antica della chiesa poggi su resti di una costruzione romana, come farebbero intendere le tombe che sono state scoperte. Il sagrato della chiesa fino al 1600 circa fungeva da cimitero delle comunità religiose di Quarona, Cavaglia, Breia, Cadarafagno, Castagnea. Sul terrazzo antistante la chiesa invece si possono ammirare i nodosi e secolari alberi carpini.
La mulattiera sale ancora oltre la chiesa e dopo aver oltrepassato numerose cappellette raggiunge la Chiesa della Beata al Monte, 616m, eretta sul luogo del martirio della pastorella Panacea.
Sul fianco della chiesa continua il sentiero che ripidamente raggiunge la dorsale sud della cima del Monte Tucri, 791m, caratterizzata da fitta vegetazione.
Poco prima della cima, salendo oltre la Chiesa della Beata al Monte, si giunge invece in un punto panoramico che fa da balcone sulla città di Quarona, sulle montagne circostanti e su gran parte della Bassa Valsesia.
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BORGOSESIA fraz. Foresto – Monte Tovo – Castello di Gavala
Sentiero n. 715 Borgosesia, fraz. Foresto – Monte Tovo – Castello di Gavala
Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
durata media: 4-5 ore
quota partenza: 371 mt
quota arrivo: 1827 mt
dislivello: 1456 mt
Descrizione percorso
L’itinerario tocca le più alte cime del Comune di Borgosesia.
Il percorso ha inizio nei pressi della chiesa parrocchiale di Isolella, 371m, seguendo la strada comunale della frazione di Foresto fino ad arrivare al primo tornante. Si intraprende qui una larga mulattiera che sale mantenendo la destra per un buon tratto. Superato un oratorio, si raggiunge, in circa 30 minuti, Foresto, 551m nelle vicinanze del cimitero e della Parrocchiale dedicata a San Giovanni. (Si può arrivare a Foresto anche in auto).
Si entra nel paese e si prosegue raggiungendo un vecchio castagneto situato sopra la frazione Costa, tramite una mulattiera. Lasciando a sinistra due cascinali ed attraversando un bosco di castagni si arriva alla strada interpoderale del Monte Tovo, la si attraversa e si procede sulla mulattiera che porta alla Fontana degli Alpini. L’itinerario si inerpica e costeggiando la pineta raggiunge l’Alpe Bonde, a quota 945m. Si procede poi lungo i tornanti del sentiero attraverso un bosco di faggi, abeti e betulle per incontrare nuovamente la strada all’Alpe Stanvone, 1092m.
Si oltrepassa la fontana e si sale in poco tempo al Rifugio Luciano Gilodi (Cà Mea), 1110m. Si può raggiungere il Rifugio, che si trova al di sotto della cima del Monte Tovo, anche in auto.
Dietro al rifugio si sale sulla strada e si raggiunge l’ampio piazzale su cui affaccia la graziosa cappelletta con vista su Borgosesia. Da qui si può salire sulla punta estrema del Monte Tovo, dove poggia una simbolica croce, salendo lungo il sentiero sull’ampio pendio a destra. L’itinerario invece prosegue sulla strada larga sterrata sulla destra nel bosco di faggi e si giunge su di una spalla del dosso Falghé, nel punto dove incrocia l’itinerario 713 che da Doccio porta al Monte Tovo.
Si procede mantenendo sempre la destra attraverso la sterrata che con diversi saliscendi che arriva alla Sella della Rosetta, 1246m. Da qui, si prosegue per il sentiero che percorre la dorsale giungendo ad un ripiano erboso, il Soglio, punto d’arrivo dell’itinerario proveniente da Doccio.
Procedendo sul versante di Doccio si sale un canale che sbuca sulla cresta; si passa poi sul versante di Postua (sinistra), superando una cengia sotto una parete: la “Balmaccia”.
Si sopraggiunge poi alla Sella del Casone risalendo un canale fin sotto l’anticima. Aggirata l’anticima in un tratto scosceso che richiede prudenza, si arriva camminando ancora per qualche minuto alla cima del Monte Luvot, 1603m, simboleggiato da croce di grandi dimensioni. Nella sua “Guida dei Monti della Valsesia” Don Ravelli, don Ravelli, lo definisce come Sasso di Soliva o Baudrocco.
Procedendo poi lungo la dorsale e superando numerose gobbe, si aggira, sotto cresta, sul versante valsesiano, la punta del Terraggiolo, 1656m. Si procede invece seguendo la dorsale sino a raggiungere le prime rocce del Gavala. Piegando verso destra si fiancheggia il versante di Locarno. Salendo per tracce la dorsale verso la vetta Ovest, superato poi un canalino, si giunge al primo testone. In seguito, superato un secondo testone sulla destra, si passa per una sella dove si trovano le tracce di sentiero che portano lungo la dorsale verso il Massale e la Res. Dalla sella, tramite un tratto esposto, si può raggiungere la cima principale del Castello di Gavala, a quota 1827m.
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BORGOSESIA, fraz. Bettole – Monte Fenera
Sentiero n. 769 Bettole – Monte Fenera
Difficoltà: media
durata media: 1 – 2 ORe
quota partenza: 350 mt
quota arrivo: 899 mt
dislivello: 549 mt
Descrizione percorso
Un’agevole mulattiera unisce la vecchia stazione ferroviaria della frazione di Bettole, 350m, con la frazione di Fenera San Giulio, 414m in circa quindici minuti. (Si può arrivare alla frazione di Fenera San Giulio anche in auto, dove al termine della strada troverete un parcheggio).
Qui si intraprende una scalinata di fronte ai parcheggi che attraversa prati coltivati e si inizia a salire, oltrepassando le case della frazione fino a raggiungere l’ampia strada sterrata che, dopo pochi metri, svolta a destra fino a congiungersi con il sentiero che sale nel bosco. Seguendo il sentiero che sale zigzagando, a quota 610m si trova a destra la deviazione per la grotta del Ciutarùn, raggiungibile in poco tempo e protetta da una cancellata.
Procedendo invece sul percorso, dopo poche decine di metri si trova un canalone, il cui superamento richiede attenzione e prudenza, per la possibile caduta di sassi e per la scivolosità del terreno. Alla cima si svolta a sinistra. Da qui si intravede la grotta Ciota Ciara. Sulla destra invece si può arrivare al sottoroccia del Belvedere e poco più avanti, salendo una ripida scaletta metallica si può raggiungere il Rifugio del GASB (Gruppo Archeologico Speleologico di Borgosesia). Nelle vicinanze arriva il sentiero 780 proveniente da Ara: per chi non volesse salire la scaletta metallica, può intraprendere questo sentiero per qualche metro, scendere una scala di legno, continuare per poco dritti e, subito sulla sinitra, salire su un sentiero che porta alle spalle del rifugio.
Ritornando invece sull’itinerario principale, quindi al bivio, si continua sulla sinistra, fiancheggia la parete rocciosa e si giunge alle cavità carsiche: la più rilevante è la Ciota Ciara.
L’itinerario procede con un corto traverso salendo fino al raggiungimento della grotta detta Buco della Bondaccia a quota 690m. Inoltrandosi in una conca carsica e volgendo a destra si risale il fianco boscoso fino ad incrociare con il sentiero 768; lo si segue per pochi metri per poi lasciarlo virando di nuovo a destra e proseguendo fino alla sella che divide le due punte della montagna. Qui coincide anche l’arrivo del sentiero 768 che abbiamo precedentemente incontrato e del 772 che giunge dalla Colma e da Grignasco.
Continuando a mantenere la destra per circa cento metri si raggiunge la croce di pietra ubicata sulla Cima Bastia, 899m, punto culminante del Monte Fenera da cui godere di un panorama a 360° su Borgosesia e gran parte delle Alpi.
Il territorio del monte Fenera entra a far parte del sistema regionale delle aree protette nel 1987 con l’istituzione del Parco Naturale del Monte Fenera e interessa una superficie di 3378 ettari. Il parco prende il nome dal monte omonimo che si erge, possente e solitario, sopra i rilievi della Bassa Valsesia e che, per il suo profilo, è riconoscibile dalla pianura novarese e vercellese.Il monte Fenera, presenta sui versanti occidentali numerose grotte, alcune delle quali sono di notevole interesse archeologico e paleontologico, in quanto hanno rilevato segni unici in Piemonte della presenza dell’uomo di Neanderthal, vissuto in questi luoghi circa a partire da 300.000 anni fa, dell’Orso delle Caverne e del Rinoceronte di Merk.
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CELLIO CON BREIA, fraz. Carega – Monte San Grato
Sentiero n. 746 CELLIO CON Breia, fraz. Carega – Monte San Grato
Difficoltà: medio – FACILE
durata media: 1 – 2 ore
quota partenza: 607 mt
quota arrivo: 914 mt
dislivello: 307 mt
Descrizione percorso
Il percorso ha inizio nei pressi della piazza della chiesa di San Matteo della frazione di Cellio Con Breia, Carega, 607m, dove si incontra anche l’itinerario 747 (Borgosesia-Monte Briasco).
Si procede seguendo la strada asfaltata e, mantenendo la destra, si attraversa il centro abitato. Giunti al bivio con due fontane si mantiene la destra con la salita che sbuca sulla carrozzabile nelle vicinanze del serbatoio dell’acquedotto. Proseguendo sempre verso destra sulla strada per Casaccia, 670m, si continua a salire fino a raggiungere la chiesetta dedicata al Nome di Maria. Arrivati presso alcune case in alto, si percorre la mulattiera di destra e si continua fino a raggiungere il ponte di pietra sul Rio di Robbia. Da qui la mulattiera inizia a salire a tornanti e ci porta in circa 40 minuti ad Agarla, a quota 770m. Attraversata la piazza ci si inoltra nel paese oltrepassando l’oratorio dei Santi Lorenzo ed Apollonia e si sbuca nei pressi di una sterrata.
Mantenendo la sinistra ci si immette sulla carrozzabile e la si percorre superando chiesa di San Rocco. Lasciata poi poco dopo a destra la strada che scende a Breia si raggiunge la Sella di San Bernardo, 857m.
Si può arrivare a San Bernardo anche con l’auto seguendo le strade carrozzabili che arrivano da Cellio o dal paese di Quarona.
Prima della chiesetta, sotto il ristorante, si prende il largo sterrato sulla sinistra e si risale la strada che aggira sul versante meridionale il Monte Tre Croci di Breia e continuando il percorso, si guadagna il Monte San Grato, 914m, dove si trova una graziosa una chiesetta circondata dal bosco.
Il Monte San Grato può essere raggiunto anche dalla frazione Rozzo di Borgosesia, seguendo il sentiero n.745, un po’ più faticoso, che arriva proprio di fronte alla chiesa del Monte.
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Sentiero Agnona, fraz. BORGOSESIA – POSTUA
Sentiero n. 719 Agnona, fraz. BORGOSESIA – POSTUA
Difficoltà: media
durata media: 1 -2 ore
quota partenza: 350 mt
quota arrivo: 459 mt
dislivello: 300 mt
Descrizione percorso
Itinerario da sempre utilizzato come collegamento tra le due località. Nella parte centrale si snoda attraverso i valloni del torrente Venenza e dei suoi affluenti, in territorio completamente selvaggio, a tratti suggestivo.
Partendo da Borgosesia, dal Ponte di Agnona, 350m, (nelle vicinanze del quale vi è un Geosito del Supervulcano), si sale una ripida strada asfaltata e superata la prima curva si procede dritti per l’acciottolata che entra nella frazione di Agnona 400m.
Presa la via centrale del paese, la si percorre sulla destra. Si supera la cappella di Sant’Antonio e la casa del musicista Carlo Fassò, vicino ad una fontanella, e subito dopo si svolta a sinistra prendendo una ripida stradina che giunge in breve tempo a Piancastello.
Oltrepassata un’altra fontana, si lascia a destra il sentiero 724 e si gira a sinistra. In ripida salita su di una comoda mulattiera si raggiunge Franzano, località costituita da una storica casa signorile con un vasto parco.
Si continua fiancheggiando questo parco su una mulattiera e si prende la sterrata all’incrocio con l’itinerario 720. Seguendola per pochi metri si intraprende poi subito dopo sulla sinistra il sentiero che scende verso il torrente Nanzola.
Risalendo il versante opposto con un tratto piuttosto ripido fino al ripiano successivo si trova Ruse Rosse, 620m, dove il sentiero continua per tornare poi a scendere in poco tempo ad un altro torrente minore. Aggirati alcuni dossi si oltrepassano poi alcune conche le cui tracce tendono a perdersi.
Superato l’invaso del torrente delle Sacche, si continua finchè il sentiero diviene una mulattiera e supera il torrente Venenza tramite un ponticello che poco dopo raggiunge San Rocco di Postua, dove si incontra l’itinerario 724 che prosegue in poco tempo mantenendo la sinistra fino a raggiungere una cappelletta.
Attraverso la strada asfaltata si può scendere verso il paese di Postua, 459m e, passando davanti al municipio, il percorso termina giungendo nei pressi della chiesa parrocchiale.
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