
RIVA VALDOBBIA, Fraz. Sant’Antonio – Alpe Maccagno
Sentiero n. 205 S. Antonio – Alpe Maccagno
Difficoltà: media
durata media: 3 ore
quota partenza: 1380 mt
quota arrivo: 2188 mt
dislivello: 808 mt
Descrizione percorso
L’Alpe Maccagno, rinomata grazie al suo storico alpeggio, si adagia su un piano erboso in una conca ampia e luminosa.
Il formaggio prodotto in quest’alpeggio, la Toma Maccagno, è considerato speciale ed unico, e per questo menzionato in
quasi tutte le guide alpine e turistiche del territorio
a partire dal XIX secolo.
Per raggiungere il punto di partenza di questo itinerario, dal paese di Riva Valdobbia si percorre la strada carrozzabile asfaltata fino alla frazione Ca’ di Janzo, continuando poi sempre sulla strada (parzialmente sottoposta a limiti di transito, durante la stagione estiva) fino alla frazione di Sant’Antonio, dove è possibile posteggiare l’auto (punto di arrivo della navetta estiva Ca di Janzo – Sant’Antonio).
Avviandosi a piedi sulla strada sterrata oltre le case e la chiesetta della frazione, si segue l’antico percorso per Aosta con il segnavia 201. Alla fine dello sterrato si giunge all’abitato di Peccia, con le sue caratteristiche case walser e lo splendido laghetto. Continuando sul sentiero a destra che passa tra le casette, poco oltre la chiesetta dell’Oratorio di San Grato, si oltrepassa il vecchio ponte di epoca napoleonica (raggiungibile in circa un’ora da Sant’Antonio). Subito dopo, lasciata a destra la mulattiera che porta all’Alpe Larecchio e al Colle Valdobbia, ha inizio il nostro itinerario.
Dopo il ponte napoleonico ci si volge a sinistra e si attraversa sul ponte di legno il torrente Maccagno. La mulattiera fiancheggia il torrente quasi in piano per un buon tratto, mentre risale con una rampa ad alti gradini, valicando il Rio Tillio e arriva all’Alpe Buzzo Inferiore, 1698m (qui si tralascia l’itinerario 206 sulla sinistra, che conduce all’Alpe e al Lago del Tillio, 2207m).
Proseguendo dritti si supera la casera dell’Alpe Buzzo Superiore, 1718m, e si raggiunge l’alpe Pioda di Sotto, 1830m, e l’Alpe Pioda di Sopra, 1877m (da dove con il percorso 205a si può salire all’Alpe, al Lago e alla Bocchetta del Cortese, 2562m).
Superato l’alpeggio si supera il ponte e si prosegue lungo la salita che porta al pianoro dell’Alpe Camino, 2031m.
Continuando per un tratto in salire e successivamente quasi in piano, si raggiunge l’Alpe Maccagno, 2188m (in circa 3 ore in totale). Da qui si può godere del panorama che questo pittoresco alpeggio, che si specchia in un laghetto, è in grado di regalare!
Volendo continuare oltre e salire ancora, ci si può addentrare nella valletta, superando alcuni stagni, si raggiunge il Lago Nero, 2322m (circa 3h30). Un’ultima salita finale porta al Passo del Maccagno, 2493m (circa 4 ore).
Dal Passo il sentiero scende ai Piani di Loo da dove si possono raggiungere le frazioni di Loomatto e Champsil, nella Valle del Lys (Gressoney) con l’itinerario 12b. Dai Piani si può anche salire a sinistra al Colle del Loo, da dove si può scendere per la Val Sorba fino a Rassa lungo il sentiero 251.
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RIVA VALDOBBIA, Fraz. Sant’Antonio – Colle Valdobbia, Rifugio Ospizio Sottile
Sentiero n. 201 sant’antonio – colle valdobbia, Rifugio Ospizio Sottile – via storica di montagna
Difficoltà: media
durata media: 3-4 ore
quota partenza: 1380 mt
quota arrivo: 2480 mt
dislivello: 1100 mt
Descrizione percorso
Il Colle di Valdobbia, situato a 2480 metri di quota, consente la comunicazione tra due regioni e tra due vallate: la Valsesia e la Valle d’Aosta. La Valle Vogna, con il suo clima mite, favorì gli insediamenti dei coloni Walser provenienti da Gressoney nel 1300: emigranti, pastori, mercanti, soldati, nobili e regnanti, percorsero per secoli questo importante passaggio. L’attraversamento spesso si rivelava rischioso, a causa del buio, della fatica, del freddo e delle nebbie. Proprio per questo il canonico Nicolao Sottile, comprendendo la difficile condizione degli emigranti valsesiani, intraprese il progetto di erezione di un ospizio al colle: l’ancora oggi presente e frequentato Rifugio Ospizio Sottile, inaugurato nel 1833.
Questo itinerario fa parte della Gta (Grande Traversata delle Alpi), della Via Alpina e del Sentiero Italia Cai.
La strada per il Colle Valdobbia storicamente prendeva avvio da Riva Valdobbia, 1112m, e risaliva la Val Vogna. Ora questa è percorsa dalla carrozzabile che porta a alle frazioni di Cà di Janzo e di Sant’Antonio, dov’è possibile posteggiare l’auto (punto di arrivo della navetta estiva Ca di Janzo – Sant’Antonio).
Avviandosi a piedi sulla strada sterrata oltre le case e la chiesetta della frazione, si segue l’antico percorso per Aosta con il segnavia 201. Alla fine dello sterrato si giunge all’abitato di Peccia, con le sue caratteristiche case Walser e lo splendido laghetto.
Continuando sul sentiero a destra che passa tra le casette, poco oltre la chiesetta dell’Oratorio di San Grato, si oltrepassa il vecchio ponte di epoca napoleonica (raggiungibile in circa un’ora da Sant’Antonio). Subito dopo, lasciato a sinistra il sentiero che porta all’Alpe Maccagno, 2493m, si sale a destra sul sentiero che porta a La Montata, 1638m.
Superate le due baite dell’Alpe Tecchiale, si sale alla cappelletta del Lancone, 1739m. Più su, all’interno del lariceto, si lascia a sinistra l’itinerario 201a che conduce all’Alpe Larecchio, e alla variante del Piano del Celletto. Si intraprende quindi il sentiero che svolta a destra, superando poi su un ponte il torrente Valdobbia. Si sale quindi con ampio giro al Pian del Celletto (dove si ritrova il percorso 201a che arriva dall’Alpe Larecchio). Superato un dosso, ecco che appare, ancora lontano sul colle, l’Ospizio Sottile!
Si prosegue per le plaghe chiamate Piana Grande e Sasselli dell’Asina, fino a entrare nel vallone finale che si percorre con qualche tornante, giungendo finalmente al Colle Valdobbia, 2480m, su cui è posto l’Ospizio Sottile (in totale 3h30 circa).
L’Ospizio Sottile è la base di partenza per le ascensioni alla Cresta Rossa, 2986m, al Corno Valdobbia, 2755m, alla Punta Plaida, 2689m, e alla Punta Carestia (o Corno Rosso), 2979m. Sebbene decentrato, può essere utilizzato anche per le salite al Corno Bianco, 3320m, e alla Punta Ciampono, 3233m.
Con l’itinerario 11 si scende a Valdobbia (Valle dei Lys), poco a valle di Gressoney.
Il percorso è stato censito come Via Storica di Montagna con il titolo via storica di montagna: Lungo l’Antica via d’Aosta.
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CAMPERTOGNO, Fraz. Tetti – Alpe Argnaccia – Punta Sivella
Sentiero n. 278 Campertogno, fraz. Tetti – Alpe Argnaccia – Punta Sivella
Difficoltà: facile
durata media: 5 ore
quota partenza: 827 mt
quota arrivo: 2523 mt
dislivello: 1696 mt
Descrizione percorso
È la via normale e più frequentata per salire alla Punta Sivella, passando per la splendida e vasta Alpe Argnaccia.
Il primo tratto del sentiero fa parte dei Sentieri dell’Arte, il “sentiero dell’Arte Campertogno-Cangello”, che tocca le quattordici edicole che illustrano la vita di Maria Vergine, le due chiese della Madonna degli Angeli e del Callone, il pianoro dell’Argnaccia e l’alpe Cangello.
La Punta Sivella che si eleva tra la Valle Artogna e la Val Sassolenda grazie alla sua posizione offre una splendida vista sul panorama circostante. Sulla vetta ogni anno, ad agosto, si celebra la Santa Messa.
Il percorso inizia da Tetti, frazione di Campertogno. Attraversato il paese, si giunge nei pressi del cimitero dove termina la carrozzabile (e dove sono presenti alcuni posteggi auto). Si imbocca quindi la mulattiera fiancheggiata da muretti e si incontra la prima delle cappellette sul Sentiero dell’Arte. La mulattiera inizia a salire, attraversa un ruscello e continua sino dove sorge l’oratorio della Madonna degli Angeli. Il percorso si inoltra nel bosco, riattraversa il ruscello su larghe pietre e continua su una bella mulattiera sempre fiancheggiata dalle cappellette fino ad arrivare alla Madonna del Callone (1092m).
Si attraversa poi un bosco di faggi e si giunge poco dopo sullo splendido ripiano dell’Alpe Argnaccia, (1183m).
L’Alpe presenta un laghetto sul quale si specchiano caratteristiche casette di montagna, l’alpegggio ed una cappelletta. Il sentiero a sinistra conduce alle baite dell’alpeggio.
Il nostro itinerario punta verso Ovest, fiancheggiato da muretti, attraverso caratteristici casolari contornati da prati, boschetti di frassini e di conifere.
Si accosta l’Alpe Cima (1260m), lasciando a sinistra l’itinerario che porta al Becco della Guardia, e si giunge poco dopo all’Alpe Cangello (1364m) dove si trovano alcune baite, una fontana e l’antica chiesetta.
Si svolta a sinistra e si entra nel Vallone Massero toccando l’Alpe Cascine. Si sale nel pascolo dell’Alpe Campo dei Frei (1477m) e ci si addentra nel bosco di abeti e larici prima di raggiungere la Sella (1583m).
L’itinerario si sviluppa sul fianco meridionale, sino a raggiungere l’Alpe Vasnera (1743m). Da questo alpeggio, ancora frequentato dai pastori, ha inizio l’itinerario che porta al Passo di Vasnera.
Il sentiero invece prosegue in salita, che si fa più ripida, nei pressi del ripiano del Fontanone. Aggirando sul versante opposto alcuni roccioni, si raggiunge la Punta Sivella o Ciciozza (2523m).
Sulla vetta, nel 1942, è stata costruita una cappelletta, cara agli abitanti di Campertogno, dalla quale si innalza la croce.
La cima è raggiungibile anche con l’itinerario 274a proveniente dall’Alpe Campo in Valle Artogna.
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RASSA – Colle del Loo
Sentiero N. 251 Rassa – Colle del Loo
Difficoltà: media
durata media: 4 – 5 ore
quota partenza: 917 mt
quota arrivo: 2452 mt
dislivello: 1535 mt
Descrizione percorso
Dal parcheggio di Rassa (917m) posto al di là del torrente sul lato sinistro del paese, si segue la strada asfaltata fino alla fine per poi imboccare la ripida strada che sale a sinistra, per poi imboccare la mulattiera nei pressi dell’Alpe Crosetti alla Cottura (1055m). Si lascia la strada sterrata che continua in leggera pendenza, ed in pochi minuti si raggiunge l’Alpe Campello, (1099m) dove è situato un accogliente punto ristoro.
Proseguendo sulla mulattiera si supera l’Alpe Sorba (1151m) ed il Ponte di Prabella, (1180m), al bivio con il sentiero per l’Alpe Sorbella. Senza attraversare il ponte, ma proseguendo in salita, si passa per la Cascina Antaiua (1220m). Poco oltre si può ancora vedere un antico forno da calce e la caratteristica cascata del torrente Sorba, la “Gula Talheintha”. Attraversando lo sterrato si giunge poco dopo al pascolo dell’Alpe Dosso, (1395m).
Oltrepassati il rio Artorto si giunge alla baita dell’Alpe Massucco, (1528m).
La mulattiera, prima pianeggiante, poi in salita più marcata, porta con qualche tornante all’Alpe Toso (1649m), dove si trova il Punto di Appoggio del CAI di Varallo.
II sentiero segue il torrente Sorba fino al termine del pianoro dove inizia la salita con i suoi ampi tornanti. Poco prima dell’Alpe Lamaccia, (1918m), si guada il torrente Sorba.
II sentiero risale il dosso roccioso posto sulla destra e dopo aver superato una sorgente, si inerpica con brevi tornanti e valica il rio Nero, emissario dei Laghi dei Tre Vescovi o della Sorba, per poi raggiungere l’Alpe del Prato (2218m).
Nei pressi delle baite, in parte diroccate, si può ammirare un lastrone di roccia su cui si distinguono delle antiche iscrizioni in latino datate Agosto 1751, con nome e cognome di chi le ha eseguite. Il nostro itinerario prosegue verso Ovest tra grandi massi, raggiungendo così il Colle del Loo (2452m).
Sul versante opposto, il sentiero attraversa il Vallone del Loo e raggiunge Loomatten e quindi Gressoney St.Jean nella valle del Lys.
Il Colle di Loo permette anche il collegamento verso Nord con il Passo e Alpe Maccagno (2493m) e di scendere quindi a Riva Valdobbia.
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PIODE – Alpe Il Pizzo – Monte Bo di Valsesia
Sentiero n. 243 Piode – Alpe Pizzo – Monte Bo di Valsesia
Difficoltà: media
durata media: 3-4 ore
quota partenza: 952 mt
quota arrivo: 2072 mt
dislivello: 1312 mt
Descrizione percorso
Dal paese di Piode, 752m, superato l’antico e caratteristico ponte sul fiume Sesia, si segue brevemente la strada fino a Piedimeggiana, 760m, dove inizia l’itinerario che raggiunge poco dopo il santuario della Madonna delle Pietre Grosse, 814m.
Un primo tratto di mulattiera segue l’itinerario 241 e sale raggiungendo la cappella della Madonna delle Pose,952m. Da qui ci si incammina su una comoda mulattiera circondata da un suggestivo bosco di faggi.
Si intraprende il sentiero n.243 al bivio, che porta all’Alpe Giumenta e sfiora l’Alpe Balmello, raggiungendo la strada carrozzabile a quota 1480m circa dove è possibile arrivare anche in auto. Il sentiero prosegue poco più a valle.
Si sfiorano le Alpi della Piana e si raggiunge l’Alpe Il Pizzo, 1704m. Questo alpeggio, situato fra la conca di Meggiana e la Val Sorba, è un vero e proprio balcone che si affaccia sulla Val Grande.
Proseguendo a Nord sull’alpeggio si arriva al suggestivo Laghetto del Pizzo, su cui si riflettono i rilievi del Monte Rosa. I casolari dell’alpe, il verde pascolo, il grazioso laghetto e i monti circostanti con il Monte Rosa sullo sfondo, fanno di questa località una meta preferita dagli escursionisti.
Rimanendo sulla strada principale e ignorando il bivio sulla destra che porta all’Alpe Sorbella, si giunge in breve al bivio per il Monte Bo, identificato da una grossa pietra. Svoltando a destra, un centinaio di metri dopo si incontra la pista ciclabile che sale da Rassa diretta verso l’Alpe Meggiana. Alle spalle del pannello esplicativo e della stazione di servizio per le biciclette, si riprende il sentiero 243 che sale alla vetta del Monte Bo di Valsesia, 2072m. Sulla cima è collocata una statua della Madonna.
Dal Bo Valsesiano si gode di un panorama esteso, soprattutto sulle valli di Rassa e sulle vette circostanti.
La cima può essere raggiunta anche dal paese di Rassa, seguendo il sentiero 252.
Sulla cresta opposta vi è il sentiero 244 per la Colma Colora e il Testone delle Tre Alpi.
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PIODE – Alpe Meggiana – la Crocetta
Sentiero n. 241 Piedimeggiana – alpe Meggiana – la Crocetta
Difficoltà: media
durata media: 2 – 3 ore
quota partenza: 760 mt
quota arrivo: 1779 mt
dislivello: 1019 mt
Descrizione percorso
Dal paese di Piode, 752m, superato l’antico e caratteristico ponte sul fiume Sesia, si segue brevemente la strada fino a Piedimeggiana, 760m, dove inizia l’itinerario che raggiunge poco dopo il santuario della Madonna delle Pietre Grosse, 814m.
Un primo tratto di mulattiera sale raggiungendo la cappella della Madonna delle Pose,952m. Si continua sul sentiero 241 superando il ponte sul Croso del Pè e si raggiunge l’oratorio di Prapolla, 1185m. Ci si avvicina quindi alle numerose casette della splendida Alpe Meggiana. Si guadagnano gli ampi pascoli di Meggiana sbucando sulla strada asfaltata che sale da Piode, percorribile anche in auto.
Da qui si segue verso sinistra la strada asfaltata che sale e si raggiunge l’Alpe Sopra il Croso, 1560m, (in circa 2 ore) dove sorge il Rifugio Meggiana.
Si continua così sulla strada che diventa sterrata, si supera la pista ciclabile Rassa-Mera e con un traverso in salita, si perviene a La Crocetta, 1779m (in totale circa 3 ore). Questo punto panoramico è circondato da alcune delle cime più importanti di queste vallate: il Monte Bo di Valsesia, il Testone Tre Alpi e la Cima d’Ometto.
Già ai primi casolari di Meggiana si ammira nella sua grandiosità il Monte Rosa. Si tratta di un percorso molto affascinante a livello paesaggistico!
Durante la salita, quando si arriva sulla strada asfaltata che sale da Piode, si può notare una strada sterrata abbastanza larga che appare sul lato destro, che collega con comodità Meggiana ad un’altra zona molto suggestiva: l’Alpe Pizzo, con il suo laghetto e la vista mozzafiato sul Monte Rosa.
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PILA/SCOPELLO – Alpe di Mera – Cima d’Ometto
Sentiero n. 236 Pila – Alpe di Mera – Cima d’Ometto
Difficoltà: media
durata media: 3-4 ore
quota partenza: 686 mt
quota arrivo: 1911 mt
dislivello: 1225 mt
Descrizione percorso
L’itinerario ha inizio a Pila, 686m, nei pressi del ponte sul fiume Sesia. Da qui parte una comoda mulattiera che attraversa prati e boschi e contorna l’Alpe della Rivaccia.
Salendo, circondati dai faggi, si superano i casolari dell’Alpe Pianello, 900m, dove si può osservare una cappella, e si giunge poi alle baite dell’Alpe Dughere, 938m. Lasciato questo alpeggio, ormai abbandonato, la mulattiera si affianca alla pista da sci, seguendola a tratti, per poi procedere di nuovo nel bosco.
Questo punto del sentiero può essere raggiunto anche dal paese di Scopello, percorrendo il sentiero n.236a che parte di fronte al Bar Capriccio, oltre il ponte sul fiume Sesia.
Questo sentiero, che attraversa in salita il bosco si collega al nostro itinerario 236, che a quota 1160m sottopassa la stazione a valle della sciovia del Pian Rastò, 1230m, per continuare al margine del pascolo dell’alpe.
Si attraversa poi il prato dell’Alpe Ruscàa, 1370m per raggiungere l’Alpe Ciotto di Sopra, 1385m. Il sentiero procede in salita in direzione Sud ed entra negli splendidi pascoli dell’Alpe di Mera, in direzione della chiesetta della Madonna della Neve, 1503m.
Dall’oratorio si prosegue sulla strada che sale a destra, si passa sotto alcune case e condomini di Mera, fino ad arrivare all’Alpe Campo, con un accogliente ristorante, un laghetto e un divertentissimo parco giochi per bambini!
Da qui si continua con una discreta salita, si accosta la sorgente di Pian d’Asnin, 1600m, fiancheggiato da cespugli di rododendri, e si raggiunge la Colma dei Lavaggi, 1720m.
Il percorso ora segue il filo della cresta che raggiunge la Cima d’Ometto, 1911m. In vetta si trova una costruzione di pietra, su cui poggia una croce di ferro.
Dalla Cima il panorama sul Monte Rosa e su tutta l’Alpe di Mera, oltre che sulle valli circostanti, è unico e spettacolare!
Da qui dipartono tre dorsali: la Nord che divide la conca di Mera da quella di Meggiana, la Est e la Ovest che fanno da spartiacque fra le valli del Sesia e della Dolca. Seguendo la cresta verso ovest si può facilmente arrivare al Colle della Crocetta, 1779m.
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Rossa – Pizzo Tracciora
Sentiero n. 400 Rossa – Pizzo Tracciora
Difficoltà: media
durata media: 2 ore
quota partenza: 813 mt
quota arrivo: 1917 mt
dislivello: 1104 mt
Descrizione percorso
II Pizzo Tracciora è una delle montagne valsesiane più conosciute e frequentate, grazie alle sue forme dolci e arrotondate, alla sua accessibilità e alla posizione centrale che offre uno splendido panorama a 360 gradi su tutta la Valle.
L’itinerario nel primo tratto fa parte del Sentiero dell’Arte.
Dalla piazza centrale del paese di Rossa, 813m, si imbocca la comoda mulattiera che in breve salita porta alla località Vaz, 950m dove, a sinistra inizia l’itinerario 401 che porta alla frazione Rainero. Si prosegue diritto in mezzo a prati e campi coltivati e si raggiunge la frazione Piana, 1050m, contornata da due graziose chiesette dedicate a S. Giovanni Battista.
Continuando l’interno nel bosco si sale all’Alpe Sella, 1170m ed in seguito all’Alpe Selletto, 1266m, dove si erge la “Cappella Signore che dorme”, chiamata così per la posizione distesa della statua del Redentore che è posizionata al suo interno. Proprio qui c’è stato un intervento conservativo da parte della Commissione “Montagna Antica, Montagna da salvare“.
Avanzando ancora tra pascoli e boschi ci si sposta verso l’Alpe Barbughera, 1403m, l’Alpe Suaroli, e l’Alpe Campello, 1552m, punto panoramico sul Massiccio del Monte Rosa. Proseguendo ci si addentra nel bosco e si transita verso il “Sass del Bech”, 1650m, uscendo infine nei pascoli divisi tra l’Alpe Prato Bianco di Sotto, 1717m e l’Alpe Prato Bianco di Sopra, 1809m, che prendono il nome dalla meravigliosa fioritura di gigli di monte, ranuncoli a foglie di aconito e altre bellissime specie di flora alpina che le ricoprono in primavera ed in estate.
Si continua sul pendio erboso e con pendenza sempre più attenuata si giunge alla vetta del Pizzo Tracciora, 1917m, contraddistinta da una croce e da un cippo eretto nel 1967 in occasione del centenario della sezione CAI di Varallo.
Da qui si apre un esteso panorama che spazia sull’alta Val Mastallone, la Val Sermenza e la catena delle Alpi occidentali con il Monte Rosa in primo piano.
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BOCCIOLETO – Alpe Seccio
Sentiero n. 387 Boccioleto – Alpe Seccio
Difficoltà: media
durata media: 2-3 ore
quota partenza: 667 mt
quota arrivo: 1263 mt
dislivello: 764 mt
Descrizione percorso
Questo itinerario fa parte dei Sentieri dell’Arte della Valsesia. Infatti, è ricco di testimonianze d’arte distribuite lungo tutto il percorso, tra cui lo stesso centro di Boccioleto, le chiesette di Ronchi, Ormezzano, Solivo, la cappella del Selletto e soprattutto la Chiesa del Seccio, con affreschi della prima metà del ‘400.
Dal centro del paese di Boccioleto, 667m, si attraversa l’abitato e si intraprende il sentiero 387, una comoda mulattiera che, in circa 20 minuiti, porta alla frazione Ronchi, 814m. (Chi intende accorciare l’itinerario può saltare questo primo tratto e salire direttamente in auto lungo la carrozzabile).
La chiesa di Ronchi con la sua facciata affrescata è solo la prima pregevole costruzione che si incontra lungo questo itinerario. Da qui la mulattiera si snoda tra prati e boschi, passa davanti alla cappella del Genestroso e, attraversando la carrozzabile, raggiunge la frazione Ormezzano, 964m, situata su un pendio. Percorrendo ancora un tratto di strada si trova un’altra frazione abitata: Solivo, 1017m, caratterizzata dalla graziosa chiesetta e dall’oratorio di San Nicolao, restaurato nella parti architettoniche dalla Commissione “Montagna antica, montagna da salvare“.
Subito dopo la mulattiera diventa più ripida addentrandosi nel bosco, passando per Selletto a quota 1208m e successivamente attraversano le Alpi Daloch, 1261m, Sul Sasso, e si raggiunge quindi l’Alpe Seccio 1390m, ampio alpeggio dove si trovano numerose abitazioni montane.
Qui sorge un chiesetta di notevole rilevanza artistica, risalente al XV secolo e dedicata a San Lorenzo, secondo alcuni la più antica della Val Sermenza.
Dall’Alpe si può continuare a scendere sino al raggiungimento del torrente Cavaione, superandolo tramite un ponticello per poi salire sul versante opposto e raggiungere l’Alpe Sull’Oro, 1263m. Qui si incontrano gli itinerari 396 e 399 che in discesa portano a Rossa e Boccioleto, ed il secondo a Rainero.
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RIMA – Monte Tagliaferro
Sentiero n. 318 Rima – Monte Tagliaferro
Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti
durata media: 4 ore
quota partenza: 1411 mt
quota arrivo: 2964 mt
dislivello: 1553 mt
Descrizione percorso
L’itinerario parte dal paese di Rima, 1411m, e la prima parte del sentiero è in comune dapprima con la mulattiera 292 per il Colle del Piccolo Altare, e poi con la 296 per il Colle Mud, fino a quota 1700m circa (in circa 30/45min).
Abbandonata la mulattiera, si prende il sentiero 318 che si stacca sulla sinistra, attraversa il Rio Valmontasca e prosegue in piano fino all’Alpe Scarpia di Sotto, 1712m.
Si procede salendo diagonalmente per raggiungere l’Alpe Scarpia di Sopra, 1916m. Dall’alpeggio ci si sposta a sinistra e si arriva ad un grosso masso nei pressi del quale sgorga una sorgente e sul quale è posta una lapide. Salendo a sinistra attraverso pascoli e lastroni si raggiunge il Passo del Vallarolo, 2332m.
Il nostro itinerario punta invece a Ovest e raggiunge un gigantesco macigno che offre un precario riparo naturale. Il sentiero accentua la pendenza fino a portarsi sotto la verticale di un ripidissimo pendio erboso per il quale, con stretti ed esposti tornanti, si guadagna l’aereo Passo del Gatto, 2730m, (in circa 3 ore). Sul lato opposto sale la traccia proveniente dalla Bocchetta della Moanda, recentemente attrezzata dalle guide di Alagna; EEA.
Volgendo a destra si segue il sentiero che taglia il ripido fianco della montagna e si raggiunge la cresta di rocce e sassi che porta alla vetta del Monte Tagliaferro, 2964m, (in totale circa 4 ore). Dalla cima il panorama è unico e mozzafiato, una vera e propria finestra che affaccia direttamente sul Monte Rosa!
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RIMA – Colle del Termo
Sentiero n. 293 Rima – Colle del termo
Difficoltà: media
durata media: 2 – 3 ore
quota partenza: 1411 mt
quota arrivo: 2351 mt
dislivello: 940 mt
Descrizione percorso
E’ il percorso classico di traversata tra Rima e Carcoforo. Fa parte della GTA (Grande Traversata delle Alpi), del Grande Sentiero Walser, della Via Alpina e del Sentiero Italia Cai.
Dal retro della chiesa di Rima, 1411m, una bella mulattiera esce dal paese in direzione Est, e sale a tornanti nel bosco e raggiunge l’Alpe Chiaffera o Ciaffera, 1706m, in circa un’ora. Si continua nel bosco di conifere, fino ad un pendio erboso molto ripido con brevi, numerosi e stretti tornanti finché sbuca sul Colle del Termo, 2351m, (in circa 2h30).
Da qui si può scendere comodamente verso Carcoforo percorrendo il sentiero n.112.
Volgendo a destra si può raggiungere la Cima Lampone, 2586m (attenzione: sentiero alpinistico), mentre verso sinistra, seguendo la dorsale con percorso non segnalato, si può salire alla Cima del Tiglio, 2545m.
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Come arrivare
Info e contatti utili
C.A.I. – Club Alpino Italiano di Varallo Sesia

RIMA – Colle del Vallè
Sentiero n. 291 Rima – Colle del Vallè
Difficoltà: media
durata media: 3 ore
quota partenza: 1411 mt
quota arrivo: 2625 mt
dislivello: 1214 mt
Descrizione percorso
Dalla piazza di Rima, 1411m, si attraversa il paese, si imbocca la mulattiera ed uscendo verso i pascoli ci si dirige in moderata salita sulla sponda sinistra del torrente.
Si guada il Croso del Vallé e si continua sulla riva destra. Da qui la pendenza si fa più accentuata e poco dopo si supera l’Alpe Vallaracco a quota 1600m circa.
Si attraversa un lariceto e numerosi cespugli di rododendro e si giounge all’Alpe Brusiccia, 1943m, dove si può godere di un’ottima vista panoramica sul fondovalle. Si esce dall’alpe prendendo a destra la mulattiera lungo la quale, a quota 1988m, si trova una cappelletta.
Continuando si raggiunge l’Alpe Vallezö, 2167m, caratterizzata da alcune caratteristiche baite. Dopo un breve tratto pianeggiante si raggiungono le costruzioni dell’Alpe Vallè di Sopra, 2175m, dove è situato il Rifugio Vallè di proprietà del Parco Naturale Alta Valsesia.
Sul retro dell’alpe si sale a Nord tra pascoli e rocce dove il percorso non è sempre ben visibile. Seguendo i segnali ci si porta verso la parte alta del vallone. Superando la pietraia, si giunge al pendio finale e lo stretto intaglio del Colle del Vallè, 2625m, (in totale circa 3h30).
Questo sentiero porta ad uno dei valichi tra Val Sermenza e Valle Anzasca, raramente percorso come traversata perché si predilige il più facile e pratico Colle del Piccolo Altare.
Dal valico si può traversare in quota verso il Colle della Bottiggia e scendere in Val d’Egua e a Carcoforo.
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